Frames Blog Federico Serrani

Le mille vite di Juergen Teller

19 Febbraio 2024

di Jasmina Trifoni

 

Per tutto il primo decennio del Duemila, Victoria Beckham è stata nella top five delle donne più fotografate al mondo. Nello star system e, soprattutto, tra gli addetti ai lavori, era nota per la sua abbronzatura lampada-più-sole-dei-Tropici un filo eccessiva sfoggiata per 12 mesi all’anno, per essere patologicamente refrattaria al sorriso e – fatto grave e piuttosto insolito per un’inglese – per la sua assoluta mancanza di sense of humor. Nel 2008 però, la Beckham sorprese tutti quando accettò di posare per un’ironica campagna pubblicitaria di Marc Jacobs nella quale il fotografo tedesco Juergen Teller la ritrasse o meglio, ne ritrasse le abbronzatissime gambe nude, e con ai piedi decolleté nere con un tacco-scultura rosa confetto, che sbucano scomposte da una grande shopping bag con il marchio dello stilista statunitense.

Nel ricordare quello scatto, entrato nella lista delle 40 fotografie oltraggiose che hanno cambiato per sempre il mondo della moda, Teller racconta di averla convinta adulandola con un: «Sei la donna più fotografata del mondo. E oggi quello che è più iconico nella moda sono le borse e le scarpe… Tu stessa sei un prodotto fashion, non credi?». La Beckham ne fu così soddisfatta che di recente lei stessa ha riproposto quell’immagine in occasione del decimo anniversario della sua collezione di moda e make up, e con il beneplacito di Marc Jacobs, naturalmente.
Questo è soltanto uno dei mille aneddoti che si celano dietro gli iconici scatti di Juergen Teller che – a dispetto, questa volta, del suo essere tedesco – sono così creativi, carichi di senso dell’umorismo, seduttivi, sovversivi e addirittura rivoluzionari, da avergli fatto fatto meritare un posto d’onore tra i fotografi di moda più influenti degli ultimi decenni.

 

Da qualche giorno (e fino al 1° aprile 2024) circa mille tra le sue opere si fanno ammirare, stupendo e divertendo, in una grande mostra alla Triennale di Milano dal titolo Juergen Teller – I Need to Live che, dopo aver debuttato, in forma e con scelte fotografiche diverse, al Grand Palais Éphémère a Parigi, ne ripercorre la strabiliante carriera, che peraltro, ha spesso avuto come scenografia l’Italia.
Classe 1964, Teller sfugge a ogni definizione, eccellendo nella fotografia di moda (oltre a Marc Jacobs, Yves Saint-Laurent e Prada sono tra i suoi più affezionati clienti), nella ritrattistica potente e spesso irriverente, così come nelle immagini che si contaminano con lo still life e street photography, mostrando una propensione unica e invidiabile a prendere a morsi la vita. O meglio, le sue mille vite, mostrando anche se stesso in una serie di fantasmagorici autoritratti, a cominciare da quello scelto per la locandina della mostra, in cui compare languidamente sdraiato su un materasso in boxer rosa e imbarazzanti calzini, tenendo un mazzo di palloncini colorati in mano (un’altra versione di questa immagine, con Teller nudo come mamma l’ha fatto giganteggia sul fondo della prima sala espositiva). In un’altra, sempre in costume adamitico, è sdraiato su un asino, a ricordo – come si legge nel lungo, esilarante racconto che accompagna la foto – di una vacanza giovanile nel sud-est della Turchia, quando venne molestato da un pastore del quale aveva improvvidamente accettato un passaggio sul quadrupede.
Figlio di una famiglia che, da generazioni, aveva un laboratorio di falegnameria specializzato nella realizzazione di ponticelli per gli strumenti a corda, Teller sarebbe stato destinato a proseguire questa tradizione. Ma una forte allergia alla segatura e alla polvere ha fatto sì che abbandonasse il paesello e i boschi natii per ricevere un’educazione formale, a Monaco, nell’ambito della fotografia. Da lì si è trasferito a Londra dove, dopo formidabili avventure da squattrinato, ha fatto il colpo grosso ritraendo, in modo originalissimo, una Kate Moss così sexy nel suo essere adolescente e quasi esangue e diventando così il fotografo più richiesto per i book delle ragazzine che sognavano una carriera come quella della Moss. Ma se, nella mostra, compare una notevolissima serie di fotografie di moda, come quella, indimenticabile, di gambe fasciate in collant YSL, sono altrettanto strepitose quelle di grandi personaggi, da una Vivienne Westwood nuda e in posa da Paolina Bonaparte a quella di Björk con sua figlia, immerse in una piscina termale islandese, così come quella, gioiosa, di sua madre, il cui volto è racchiuso tra le fauci di un coccodrillo (impagliato, per sua fortuna) e la serie dedicata al padre, morto suicida, nei boschi che aveva tanto amato.

Ma, più di tutte, a mostrare le mille vite di Teller, e di come la sua arte imiti la sua vita pervasa da un contagioso ottimismo, sono le meravigliose serie in cui ha fotografato il suo privato, con immagini di Dovile Drizyte, la sua bellissima moglie, sposata nel 2021 e diventata anche la sua partner nella creatività, che si mostra velata durante una loro vacanza iraniana o in The Myth, la serie più toccante e romantica della mostra, realizzata nelle camere del Grand Hotel Villa Serbelloni a Bellagio, sulle rive del Lago Maggiore. Qui Teller ha fotografato, con amorevole e sensualissima ossessività, la sua Dovile sdraiata nuda e con le (bellissime) gambe in alto, una posizione che, secondo antichi rituali della fertilità, dovrebbe aumentare le possibilità di concepimento.

 

Nella vita successiva, e con il procedere del percorso espositivo, fa la sua comparsa Iggy, la figlia della coppia Juergen-Dovile, così chiamata in onore della rockstar Iggy Pop che, non a caso, compare fotografata in un una fortissima immagine di grandi dimensioni. La bambina diventa protagonista di una serie scattata in un recentissimo 29 giugno, giorno della festività dedicata a San Paolo celebrata in modo quasi folle nel barocco borgo siciliano di Palazzolo Acreide.

Qui i due, abbracciando con entusiasmo la tradizione locale, sottopongono Iggy al rito detto della denudazione dei neonati, nella quale i bambini vengono portati tra la folla fino al carro del Santo in processione, per ricevere la sua benedizione.  La piccola Iggy è poi la superstar dell’ironica riproposizione degli scatti più famosi di Teller, in una serie che la vede diventare di volta in volta il doppio di Iggy Pop, della scrittrice Jan Didion, di una Kate Moss tra le lenzuola, in parrucca rosa e di altri e altre celebrities, e così pure della nonna tra le fauci del coccodrillo. Victoria Beckham compresa, con la bimba infilata nella shopping bag di Marc Jacobs. Pur applaudendo il genio, viene la tentazione di chiamare il Telefono Azzurro.

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